Quando i passi si incontrano: la festa finale di "Danzaterapia intergenerazionale"
C'è un momento, in certi incontri, in cui il tempo si ferma. È successo sabato mattina alla Fondazione Grimani Buttari, dove un giardino in fiore e un salone pieno di voci e sguardi hanno fatto da scenario alla conclusione di qualcosa che, a dirla tutta, conclusione non sembra affatto.
I bambini della Scuola dell'Infanzia "Peter Pan" e gli anziani ospiti della Fondazione si sono ritrovati un'ultima volta insieme — con le loro famiglie, con le autorità della Fondazione, dell'Istituto Comprensivo Caio Giulio Cesare e del Comune di Osimo — per mostrare a tutti ciò che avevano costruito: un video, una breve attività, e soprattutto la prova viva che tra una mano piccola e una mano rugosa può nascere un legame vero.
Quasi novant'anni di differenza, eppure nessuna distanza. Perché quando si danza insieme, quando ci si guarda negli occhi e ci si lascia guidare dal ritmo, l'età smette di contare. Lo sapevano già i bambini, che non hanno mai avuto bisogno di spiegazioni. Lo hanno scoperto, o forse riscoperto, anche gli adulti in sala — e qualcuno non ha trattenuto le lacrime.
Nei discorsi delle autorità è risuonata più volte la stessa convinzione: curare il rapporto tra generazioni così distanti è un atto educativo profondo, prezioso per i bambini quanto per gli anziani. Un dono reciproco, silenzioso e potente.
La mattinata si è chiusa con una promessa: si ricomincia. E già questo, da solo, dice tutto.
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Pubblicato il 18-06-2026





